Risarcimento danni errore medico

La violazione dei doveri relativi allo svolgimento della professione medica e di quella infermieristica è alla base del concetto di responsabilità del medico o dell'infermiere rispetto alla salute del paziente.
La responsabilità medica implica il dovere di diligenza, che impone al professionista l'adozione di accorgimenti, regole tecniche e perizia nell'esercizio della professione.
La violazione di tale dovere si ha ogni volta che il professionista (medico o infermiere) non rispetta i criteri della diligenza, arrecando un danno "patrimoniale" o "non patrimoniale" al paziente. Il primo tipo di danno fa riferimento alla sfera patrimoniale del particolare soggetto e consiste di: danno emergente (ovvero il danno attuale) e lucro cessante (ovvero i danni futuri, intesi come mancato guadagno o perdita di opportunità economiche).
Il secondo tipo, il danno "non patrimoniale", non si limita alla lesione dei diritti inviolabili della persona riconosciuti dalla Costituzione, ma include la lesione dei nuovi interessi sviluppatisi nella realtà sociale. Alla luce di tale interpretazione estensiva, sono stati inclusi in tale categoria il danno biologico e quello morale. Nel danno "non patrimoniale" si fa rientrare anche la categoria del danno esistenziale, che fa riferimento alla lesione di dignità e professionalità dei lavoratori.
Per poter dar luogo a un risarcimento, il danno patrimoniale richiede la prova, anche presuntiva, della sua reale esistenza, sia presente che futura o, in qualche modo, proiettabile nel futuro.
Anche il danno non patrimoniale deve essere provato, pure quando viene causato da una lesione dei diritti inviolabili della persona.
Per entrambe le categorie di danno, per l'ottenimento di un risarcimento danni malasanità, è necessario ricorrere a professionisti esperti della materia oppure a un Organismo di Conciliazione, pubblico o privato, riconosciuto dal Ministero della Giustizia, anche attraverso il proprio legale. Tale Organismo porterà il procedimento di conciliazione davanti ad un conciliatore, esperto della materia.
Il valore del risarcimento danni per errore medico viene calcolato, con autorevolezza e precisione, attraverso apposite tabelle, che tengono conto delle diverse circostanze del caso. Recentemente i tribunali hanno migliorato sensibilmente queste tabelle, mettendole in grado di includere, dettagliatamente, fattori specifici, come l'età. Inoltre, nelle nuove tabelle il valore dei punti di invalidità aumenta gradualmente.
È possibile ottenere un risarcimento danni anche se l'Inail ha già risarcito il danno.
In tal caso, secondo l'art. 13 del decreto legislativo 38/00, il giudice quantifica i danni subiti, liquidando al danneggiato l'eventuale differenza. Il risarcimento comprende tutte le tipologie di danno.

Risarcimento danni per errore medico e malasanità

Cosa si può fare in caso di incidente stradale? Come bisogna comportarsi per ricevere il più equo risarcimento possibile per ogni danno subito? Vi spieghiamo una serie di consigli per poter gestire al meglio situazioni così difficili dalle quali a volte è dura uscire nella maniera migliore.
L'uomo è un essere umano e tutti possono sbagliare, questo è certo. Il paziente affida la propria vita al medico in quanto professionista e ripone in lui la propria fiducia.

Purtroppo esistono dei casi in cui anche quest'ultimo commette un errore seguito da conseguenze più o meno gravi, che possono rivelarsi perfino irreparabili per il mal capitato. È proprio allora che la persona danneggiata rischia di commettere un grande sbaglio: rinunciare al risarcimento per i danni dovuti alla malasanità. Tali lesioni dovute ad un errore medico possono accadere in qualsiasi momento del percorso, da quello in cui il dottore effettua una diagnosi a quella in cui il chirurgo effettua un intervento. Il paziente e la famiglia interessata devono di conseguenza rivolgersi a chi di dovere, la quale fornirà assistenza e consulenza legale per ottenere un risarcimento per gli errori medici subiti.

Non bisogna scoraggiarsi e rinunciare per timore di dover sostenere o di non essere in grado di pagare tutti i costi onerosi che le infinite azioni burocratiche possono richiedere. È importante che il medico od operatore sanitario in questione riconosca la responsabilità delle sue azioni per un rimborso di tutte le spese che il danno o i danni della malasanità hanno comportato, nonché il paziente deve sapere che per quello sbaglio sono previsti circa 10 anni di prescrizione dall'ultimo certificato firmato.

Per ottenere un risarcimento adeguato e ridurre i costi legali e i tempi di risoluzione per l'errore medico, è fondamentale per la persona danneggiata affidarsi a un legale specializzato, meglio se prima d'intraprendere qualsiasi azione per un opportuno consulto. Grazie all'aiuto di persone competenti e specializzate chi effettuerà la denuncia potrà scegliere se intentare causa civile o penale. In aggiunta l'interessato riuscirà a dimostrare che è necessario un risarcimento per le lesioni subite, che siano di errore medico o della malasanità. L'associazione Risarcimento Facile è in grado di analizzare tutta la documentazione sanitaria e le ricevute delle spese, che riguardano il paziente lesionato e conservate da quest'ultimo, ed è in grado di assicurare l'assenza di ogni rischio economico mentre si cercherà di far assumere agli accusati la responsabilità dei loro sbagli, senza richiedere l'anticipo di alcuna spesa.

Cosa fare in caso di incidente stradale


Innanzitutto, è necessario effettuare una prima distinzione tra gli incidenti con danni gravi subiti dalle persone e dai veicoli e quelli con danni più lievi, come ad esempio un leggero sfregio della carrozzeria. In caso di grave collisione, non si deve mai spostare l'automobile ed è necessario l'aiuto di Carabinieri o Polizia, che aiuteranno a mettere il luogo in sicurezza. Se si inizia a rimuovere il veicolo di propria iniziativa, si rischia di diventare un ostacolo al traffico e di pagare multe ingenti, che arrivano fino ad oltre i 150 euro. In caso di strade molto trafficate, bisogna spostare la propria macchina. Il danno derivante dal sinistro stradale deve essere denunciato entro tre giorni alla compagnia e la fattura che sarà ricevuta quantificherà il danno effettivo avuto dal veicolo. L'assicurazione riguarda anche gli oggetti personali danneggiato durante l'impatto e, nel caso l'automobile si sia completamente distrutta, potranno essere risarciti i prezzi della rottamazione e del trasporto mediante carro attrezzi. In caso di lesioni, è necessario recarsi al Pronto Soccorso più vicino, che valuterà gli eventuali danni fisici e controllerà eventuali misure sul piano lavorativo.

In alcuni casi può essere firmato il cosiddetto modulo di constatazione amichevole, ma solo se i due conducenti incidentati sono d'accordo sulle cause e sulle responsabilità. In caso contrario e in situazioni di evidente stato di shock, il modulo non può essere concordato, così come quando vi sono danni gravi a persone. Subito dopo il sinistro, bisogna immediatamente denunciare il tutto alla compagnia assicurativa, che aiuterà il cliente anche a scegliere il giusto avvocato per sostenere un caso di questo tipo. Attenzione però: non tutti gli assicuratori possono consigliarti al meglio, dato che ogni legale è specializzato in un determinato settore e in questo caso ne occorre uno che sia esperto nel campo della gestione dei sinistri stradali.

Un'altra possibilità che una compagnia assicurativa può fornire ad un cliente è quella di affidarsi alla Convenzione di Indennizzo Diretto, con la quale le ditte di assicurazione ripianano le perdite economiche derivanti dai danni subiti dai veicoli di coloro che sono assicurati da loro. Tutto questo però ad una condizione: che i clienti, subito dopo l'incidente, abbiano compilato e firmato il già citato modulo di constatazione amichevole. Inoltre, gli agenti che forniscono l'applicazione della procedura della Convenzione di Indennizzo Diretto devono anche ricevere un determinato compenso. Esiste anche un rapporto tra premi e sinistri, secondo il quale quando le cifre che vengono spese per i secondi superano quelle ottenute per i primi l'Agente rischia di essere rimosso dal suo incarico. Inoltre, per contenere i costi riguardanti gli incidenti, varie Imprese si sono accordate nell'A.N.I.A., l'Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici.

Risarcimento danni morte di un familiare

Il danno da uccisione di un prossimo familiare è una materia molto dibattuta in ambito giudiziario e fonte di notevoli contrasti. Le cose più difficili da quantificare sono lo spessore della prova che un "danneggiato" deve portare alla conoscenza dei giudici per dimostrare l'esistenza del danno subito e la circoscrizione del campo dei danni risarcibili.
La legge disciplina questo tipo di controversie è stabilisce un risarcimento in caso di danno tanatologico (o danno da morte), da pagare ai parenti più stretti del defunto, per sopperire al dolore e alla perdita ma anche per fornire il sostegno materiale perso con la morte del familiare in causa.
Prendiamo il caso di un famigliare deceduto per incidente stradale. Non sempre, l'assicurazione stipulata è disposta a pagare il risarcimento. Se, in seguito a un incidente d'auto, è deceduto un vostro famigliare, è consigliabile acquisire tutta la documentazione fiscale e sanitaria, riguardante al fatto in questione (ticket, dichiarazioni dei medici che hanno costatato il decesso, perizie medico-legale, etc.) e presentarla a un avvocato. Sarà lui a provvedere alle pratiche necessarie.
Normalmente, l'assicurazione non paga in caso di concorso di colpa nell'incidente, per vari problemi burocratici e organizzativi, perché non hanno a disposizione il verbale delle forze dell'ordine o per una questione di tempistica. In queste situazioni è opportuno affidarsi all'avvocato, tenendo presente, che alla fine del processo, dovete corrispondere il compenso concordato da entrambe le parti.
Nel caso di incidenti causati da veicoli non identificati o non assicurati potete rivolgervi al Fondo di garanzia per le vittime della strada.

Risarcimento danni per immigrati coinvolti in incidenti stradali

La richiesta di risarcimento danni in seguito ad un incidente stradale è un diritto inalienabile di qualsiasi pedone. La cifra che ogni cittadino ha diritto a ricevere dipende da una serie di fattori, come l'entità del danno ricevuto, la responsabilità che si ha avuto nell'incidente (e si passeggiava normalmente sul marciapiede si è esenti da colpe, se si attraversava la strada in assenza di strisce pedonali la corresponsabilità del pedone è evidente), ma è comunque un diritto di tutti.
Chi non riesce (o non è in grado) a far valere i propri diritti sono i cittadini extracomunitari, molti dei quali sprovvisti dei regolari permessi di soggiorno, che subiscono ingiustizie che uno Stato di diritto non dovrebbe tollerare.
Quando un immigrato viene investito, se non ha subito danni gravi è perfino restìo al ricovero ospedaliero, perché teme ritorsioni legali, o addirittura l'espulsione dal nostro paese. Rispetto a qualche anno fa, quando episodi del genere erano la norma, le cose sono fortunatamente cambiate. Grazie alla sentenza 450 del 11 gennaio 2011 della Corte Costituzione, oggi non solo un immigrato non deve temere alcuna ritorsione, ma ha diritto al risarcimento in seguito ad un incidente stradale, come ogni comune cittadino.
La sentenza poggia su un assunto tanto ovvio quanto importante: in uno stato democratico il diritto alla salute e all'incolumità fisica deve essere garantito ad ogni individuo, anche se questi non ha la cittadinanza italiana.
Un immigrato che è stato investito, quindi, può reclamare direttamente il risarcimento alla compagnia assicurativa dell'investitore. In caso di omissioni di soccorso o di veri e propri pirati della strada, la domanda può essere inoltrata presso il Fondo di garanzia per le vittime della strada, ed in questo caso sarà lo Stato italiano ad accollarsi il risarcimento.

Risarcimento danni per un bambino investito da un'auto

Uno degli avvenimenti che non vorremo mai raccontare è quello che vede un bambino investito da un'auto. Tali episodi, tuttavia, sono sempre frequenti, e costituiscono una fetta importante della totalità degli incidenti stradali. Nelle prossime righe proveremo a stilare un vademecum comportamentale per situazioni del genere.
In caso di bambino investito la prima cosa da fare è, chiaramente, prestare soccorso. È sempre meglio portare il bimbo al pronto soccorso o in ospedale per sottoporlo alle cure mediche. L'ideale è chiamare anche delle Autorità sul posto (Polizia o Carabinieri), affinché possano stilare un verbale sull'accaduto.
Una volta rassicurati sullo stato di salute del bambino, e sull'entità dei danni ricevuti, il genitore può chiedere un risarcimento danni alla compagnia assicuratrice del conducente del veicolo coinvolto nell'incidente. La richiesta va fatta via raccomandata a/r, e deve essere redatta in maniera molto precisa. Occorre riportare: il nominativo del soggetto che deve avere il risarcimento, tempo e luogo dell'accaduto, la dinamica, il codice fiscale e l'età del danneggiato e l'entità del danno subito. Bisogna poi ovviamente anche allegare copia del referto medico che attesta i danni subiti dal piccolo. Copia di tale raccomandata va spedita, oltre alla compagnia assicuratrice, anche al conducente del veicolo e al proprietario del veicolo (se diverso dal conducente).
In assenza dei dati del veicolo e del conducente (come spesso accade con i cosiddetti "pirati della strada"), il risarcimento può essere chiesto al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Risarcimento danni pedone investito

Riportiamo oggi il caso di un gravissimo incidente stradale, avvenuto in pieno centro cittadino, all'incrocio tra via XXV Aprile e piazza della Resistenza. Una giovane donna di 34 anni è stata investita in pieno da una station wagon mentre stava attraversando sulle strisce pedonali per recarsi all'antistante scuola materna a prendere la propria bambina. Il conducente del veicolo, fermatosi immediatamente dopo l'impatto, è stato il primo a prestare i soccorsi alla donna. L'investita, sbalzata sul cofano dell'auto - che pare procedesse ad andatura sostenuta - è ricaduta violentemente sulla schiena, sbattendo anche il capo sull'asfalto.

A dispetto delle prime impressioni (la vittima giaceva semisvenuta a terra) e pur riportando numerosi traumi, il medico accorso sul luogo dell'incidente, supportato da un'ambulanza della Croce Verde, ha per fortuna escluso ulteriori e più gravi complicanze. La donna è stata trasportata immediatamente al Pronto Soccorso del vicino ospedale in codice giallo. Anche l'investitore, che ha detto di non essersi assolutamente accorto del pedone e in evidente stato di choc, è stato sottoposto a cure mediche.

La famiglia della donna investita, anche a fronte dei rilievi successivamente effettuati da parte della Polizia Municipale (che hanno confermato l'eccessiva velocità del veicolo all'approssimarsi al passaggio pedonale), ha deciso di rivolgersi al giudice per chiedere il risarcimento del danno, rifacendosi a quanto sancito dalla giurisprudenza. E' infatti obbligo del conducente rallentare fino a fermare il veicolo per consentire l'attraversamento del pedone sulle apposite strisce; egli dovrà in ogni caso diminuire precauzionalmente la propria velocità (max 10 km/h) nell'immediata prossimità del passaggio pedonale. Al contrario, il pedone non ha alcun dovere di prevedere quale sia l'intenzione del conducente nel concedergli - come in realtà deve - la precedenza di passaggio.

Incidente stradale - Come ottenere il risarcimento

Gli incidenti stradali, purtroppo, sono ormai all'ordine del giorno. Vuoi per imperizia, per imprudenza o solo per la fatalità che spinge un animale selvatico ad attraversare la strada proprio mentre stai transitando. E' bastato un attimo. Non ci voleva, ma è successo. A questo punto non resta che contattare la propria compagnia assicurativa, per il risarcimento del sinistro stradale. E fin qui niente di strano.

Qualche volta però, la compagnia non paga. Le cause per cui il danno non viene risarcito sono varie: potrebbe essere perché non è scaduto il termine. Le compagnie hanno 60 giorni per risarcire i sinistri con soli danni a cose e 90 giorni per i sinistri con lesioni. Decorsi tali termini, il danneggiato ha il diritto di iniziare un'azione giudiziaria se non ha ancora ottenuto il risarcimento. Oppure possono esserci problemi burocratici, organizzativi, verbale non disponibile, la compagnia ritiene responsabile il richiedente, o altri motivi ancora. Non tutti siamo degli esperti nella materia dell'infortunistica stradale, è difficile districarsi nel gergo burocratico con cui le compagnie comunicano con noi, eppure avere chiare informazioni su tempi e passaggi dell'iter risarcitorio sarebbe un diritto del danneggiato e il professionista incaricato dalla compagnia, dovrebbe dare tutte le informazioni del caso.

Comunque possono passare mesi dall'incidente, prima di poter ottenere il risarcimento danni da incidente stradale. Passare alle vie legali, sembrerebbe l'unica chance, ma la paura di non ottenere giustizia e ritrovarsi poi a pagare anche le spese legali, fa desistere dall'intraprendere questa procedura. Cosa fare allora? Se sei in difficoltà con la tua compagnia perché non riesci a farti risarcire, non perdere la calma.

Risarcimento danni da malsanità
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